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La connessione tra pelle e stato psicologico: per sentirmi bene mi devo (anche) vedere bene

La connessione tra pelle e stato psicologico: per sentirmi bene mi devo (anche) vedere bene

La pelle è il nostro confine più esteso con il mondo esterno e, al contempo, riflette i processi interni del nostro corpo. In un’epoca caratterizzata da stress e pressioni quotidiane, diventa evidente come il nostro stato emotivo influisca sulla salute della pelle. Non si tratta solo delle classiche imperfezioni; stress, emozioni e stati psicologici possono alterare profondamente la struttura e la funzione della pelle, influenzando la sua salute e vitalità.

La Pelle come Organo Emozionale

Spesso definita “organo emozionale”, la pelle è estremamente ricettiva agli stimoli legati alle emozioni. Rossori improvvisi, prurito o tensione cutanea sono segnali tangibili di stati emozionali intensi, come ansia o stress. Questa reattività ha radici evolutive: la pelle era un’area sensibile pronta a proteggerci dai pericoli. Oggi, il sistema nervoso centrale comunica con la pelle attraverso neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina. In condizioni di stress, questo equilibrio si altera, portando a reazioni fisiologiche come infiammazione e disidratazione.

Cortisolo e Invecchiamento Accelerato: ma cos’è?

Negli ultimi tempi si sente molto parlare di cortisolo, noto come “ormone dello stress”: sostanzialmente è un ormone fondamentale per la risposta del nostro corpo a situazioni di emergenza. Tuttavia, quando il suo rilascio diventa cronico, la produzione di collagene, essenziale per mantenere la pelle elastica, ne risente. Questo porta a disidratazione e alla comparsa di rughe, rendendo la pelle più vulnerabile e contribuendo all’invecchiamento cutaneo. Con il tempo, l’aspetto della pelle può risultare stanco e spento, non rispecchiando l'età biologica della persona.

In questo contesto, lo stress funge da “accendino” per molte condizioni infiammatorie della pelle. Mediatori infiammatori come le citochine aumentano la reattività cutanea, rendendola più suscettibile a problematiche come acne e rosacea. La barriera lipidica della pelle, che la protegge dalle aggressioni esterne, si indebolisce, portando a una maggiore permeabilità a batteri e tossine. Questo non solo provoca brufoli e arrossamenti, ma può anche lasciare segni e cicatrici difficili da trattare.

 

Recenti scoperte hanno rivelato una connessione significativa tra stress, intestino e pelle. Il microbiota intestinale, composto da microrganismi benefici, viene alterato durante periodi di stress, favorendo la proliferazione di batteri meno utili. Questa disbiosi può riflettersi sulla pelle, provocando acne e dermatiti. Ingredienti anti-infiammatori, prodotti dai batteri intestinali, supportano la salute della pelle, e la loro mancanza rende la cute più vulnerabile.

È chiaro, quindi, che prendersi cura della pelle non può limitarsi all'uso di cosmetici. È fondamentale adottare un approccio olistico che includa tecniche di rilassamento come yoga e meditazione, una dieta equilibrata e attività fisica regolare. Inoltre, la neurocosmetica sta emergendo come una nuova tendenza, unendo scienza cosmetica e neuroscienze per migliorare non solo l’aspetto esteriore, ma anche il benessere emotivo. Prodotti formulati per interagire con il sistema nervoso cutaneo possono diminuire il cortisolo e favorire una pelle più sana e luminosa.

       

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